Misano, weekend della CIV Racing Night 2026 – quando la gara cambia luce

CIV Racing Night Misano 2026

Di solito d’estate siamo abituati a immaginare le gare di moto sotto il sole, con la luce naturale che illumina ogni curva e l’asfalto rovente che rende più difficile il lavoro di piloti e team. Ma esistono weekend capaci di regalare un’atmosfera completamente diversa.

Misano sotto una luce diversa

La CIV Racing Night di Misano rompe questa consuetudine. Quando il tramonto lascia spazio ai riflettori, il circuito cambia volto. Per un intero fine settimana il paddock resta vivo fino a tarda sera. Il pubblico riempie le tribune per assistere alle gare in notturna di Supersport e Superbike. Tutto il circuito trasmette un’energia diversa rispetto agli altri appuntamenti del campionato.

Anche per chi, come me, non corre in notturna, la Racing Night è un appuntamento speciale. Si respira un’energia diversa per tutto il weekend. Per i piloti che scendono in pista sotto i riflettori, poi, si aggiunge un’ulteriore sfida: cambiano la percezione della pista, i riferimenti visivi e persino il comportamento dell’asfalto con il calare della temperatura. Una sfida in cui non conta soltanto la velocità, ma anche la capacità di adattarsi.

Ma dietro lo spettacolo della Racing Night rimane sempre la parte più importante: il lavoro dei piloti e dei team. Per me il weekend di Misano è iniziato venerdì con le prove libere.

CIV Racing Night Misano 2026

Un venerdì senza sorprese

Il venerdì è iniziato senza particolari sorprese. Erano previsti solamente due turni di prove libere ed entrambi si sono svolti senza problemi o situazioni complicate. Le prove libere sono un momento utile per lavorare con il team e preparare al meglio il weekend. Il vero banco di prova sono le qualifiche.

Le qualifiche: non basta essere veloci

Sabato non è iniziato nel migliore dei modi. Durante la Q1 sono riuscito subito a trovare un gruppo con cui girare. Era l’occasione giusta per cercare il giro veloce. Ma nel tentativo di correggere un errore che commettevo dopo la Rio 2, ho perso il mio gruppo. Dietro di me non c’erano altri piloti, quindi ho deciso di rientrare ai box e aspettare un nuovo gruppo. Con il team non abbiamo scelto il momento giusto per rientrare e la qualifica si è conclusa con un giro in solitaria.

Il risultato finale è stato deludente, soprattutto considerando il potenziale. Analizzando il giro ideale, infatti, avrei avuto la possibilità di migliorare il mio tempo di circa un secondo.

Questo è uno degli aspetti più particolari delle corse. Il cronometro racconta solo una parte della storia. Essere veloci è fondamentale, ma spesso anche il momento giusto e le condizioni giuste fanno la differenza.

La seconda possibilità che non arriva

La Q2 doveva essere l’occasione per recuperare.

Questa volta sono riuscito a girare in gruppo, ma il problema è stato proprio il gruppo. A ogni giro qualcuno rallentava nel tentativo di non essere il primo a lanciarsi nel giro veloce. Così il gruppo si fermava continuamente e diventava impossibile trovare il ritmo giusto.

È una situazione tipica delle categorie in cui la scia può fare una grande differenza in termini di tempo sul giro, come ad esempio in Moto3. Restare dietro a un altro pilota permette infatti di ridurre la resistenza dell’aria e guadagnare anche fino a un secondo sul giro. Per questo motivo nessuno vuole essere il primo del gruppo al momento di lanciarsi. Anche chi segue la MotoGP avrà sicuramente visto situazioni simili in qualifica. Il principio è lo stesso, anche se nelle categorie inferiori il vantaggio della scia è generalmente più marcato.

CIV Racing Night Misano 2026

Quando il gruppo si compatta e i piloti iniziano a rallentare, non è raro iniziare a zigzagare tra chi decelera, chi accelera e chi si sposta per cercare la scia migliore. Alla fine ti ritrovi a fare lo stesso. Nel giro di pochi secondi si crea un vero e proprio effetto domino, una situazione potenzialmente molto pericolosa, soprattutto per chi non si è mai trovato ad affrontarla.

In Q2 non sono riuscito a mettere insieme un giro pulito e il risultato finale è stato la 21ª posizione in griglia.

La domenica con una nuova variabile

La domenica mattina il meteo ha deciso di mescolare ancora un po’ le carte, aggiungendo una nuova variabile alla gara. Un fortissimo acquazzone ha allagato il circuito, costringendo gli organizzatori a posticipare l’inizio del programma. La maggior parte dei piloti montava le rain. Poi, come spesso succede nelle corse, la situazione è cambiata rapidamente. Al momento della partenza la pista si stava già asciugando.

Partendo dalla 21ª posizione, l’obiettivo era recuperare il più possibile. Sono partito abbastanza bene e ho iniziato a ridurre il distacco dal gruppo davanti a me. A tre giri dalla fine, però, sono quasi caduto. Ho deciso che non era il caso di rischiare di compromettere ulteriormente il risultato. La decisione è stata quindi quella di raggiungere il traguardo senza correre ulteriori rischi, chiudendo la gara al 17° posto.

Prossima fermata: Cremona

La prossima gara sarà a Cremona, una pista che non è tra le mie preferite, ma che rappresenta comunque una nuova opportunità. L’obiettivo è sempre lo stesso: continuare a migliorare, imparare e trovare il modo migliore per esprimere il mio potenziale.

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