Tra ghiaia e sorpassi a Imola: il mio weekend di gara nella Yamaha R7 Cup 2026
Il secondo appuntamento della Yamaha R7 Cup Italia 2026 si è disputato all’Autodromo Enzo e Dino Ferrari di Imola, una pista dove ho sempre sognato di guidare. È uno di quei nomi che conosci prima ancora di capire davvero il motorsport. Probabilmente è uno dei primi circuiti che ricordo di aver visto in TV, guardando le gare con mio padre. Mi è rimasto in testa per anni, senza immaginare che un giorno ci sarei arrivato davvero. Oggi questo sogno è diventato realtà, in sella a una moto da gara, e questo ha reso il momento ancora più speciale.
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Prima di arrivare a Imola, molti amici me l’avevano descritta come un circuito dal carattere quasi stradale, con margini molto ridotti. Dopo averla guidata posso dire che avevano ragione. Le vie di fuga sono limitate rispetto agli autodromi più moderni e in diversi punti i muri sono molto vicini. Secondo me non è una pista del tutto adatta alle gare moderne, perché in alcuni tratti è piuttosto rischiosa, anche se resta uno dei circuiti più belli in cui abbia mai guidato finora.
Analisi del circuito di Imola

L’Autodromo Enzo e Dino Ferrari è uno dei circuiti più iconici del motorsport europeo. Il giro si apre sul lungo rettilineo principale che porta alla Variante Tamburello. È una sequenza sinistra-destra-sinistra nella quale è fondamentale impostare bene la prima frenata. Bisogna entrare puliti e precisi, perché da subito si capisce quanto la pista sia impegnativa.
Segue un breve rettilineo che conduce alla Variante Villeneuve. È una variante abbastanza veloce, nella quale l’uscita conta più dell’ingresso. Dalla Villeneuve si arriva alla Tosa, uno dei pochi veri punti di sorpasso del circuito. Qui la staccata e soprattutto la trazione in uscita sono decisive. Da questo punto la pista inizia a salire verso la Piratella. È una curva veloce e cieca che si affronta con molta velocità, senza avere una visione completa dell’uscita.
La discesa verso le Acque Minerali introduce il tratto più tecnico del circuito. Si incontra prima una destra molto veloce che non lascia intuire ciò che segue. Subito dopo si affronta una destra-sinistra, con la sinistra in salita. È fondamentale essere precisi in uscita dalla curva precedente.
Da qui il circuito cambia ritmo. Si entra nella Variante Gresini (in passato Variante Alta). Questa richiede precisione assoluta per tagliare i cordoli e stabilità in ingresso. Ogni piccola imprecisione si paga in uscita. Da qui la pista scende verso la Rivazza. L’uscita è fondamentale per preparare al meglio l’ultima parte del giro. La Variante Bassa chiude il circuito prima del rettilineo principale. Anche qui è essenziale sfruttare correttamente i cordoli, perché la velocità sul traguardo dipende da quanto si è efficaci in questo passaggio.
Imola è un circuito tecnico, impegnativo e spesso privo di riferimenti evidenti. Richiede fiducia, precisione e la capacità di adattarsi curva dopo curva.
Più tempo per imparare il circuito
A differenza degli altri round del CIV, il weekend è iniziato già giovedì con una giornata aggiuntiva di prove libere. Una scelta che si è rivelata molto utile, soprattutto per chi come me affrontava Imola per la prima volta. Il tempo in pista è stato dedicato alla conoscenza del tracciato e al lavoro con il team. Insieme abbiamo individuato alcuni aspetti della mia guida su cui continueremo a lavorare.
Venerdì abbiamo disputato l’ultima sessione di prove libere e la prima qualifica. Ho costruito gradualmente il feeling con la pista e, grazie a una buona scia, ho migliorato il mio tempo. Anche nelle qualifiche del sabato mattina sono riuscito a fare un piccolo passo avanti, il che mi ha portato alla diciottesima posizione in griglia.

Gara 1: gestione del gruppo e errore alla Villeneuve
A Imola il programma prevedeva due gare. Nella prima sono riuscito a restare fin dai primi giri con il mio gruppo. Il ritmo era simile, ma non trovavo un modo efficace per superare. Con il passare dei giri ho iniziato a forzare e al quarto giro ho commesso un errore alla Variante Villeneuve. Non ho perso molto tempo, ma nel tentativo di recuperare ho ripetuto lo stesso errore anche nei giri successivi. Avrei dovuto mantenere più calma e riprendere il ritmo senza forzare subito il recupero. Alla fine ho concluso la gara in diciassettesima posizione.

Gara 2: ghiaia al Tamburello e rimonta finale
La seconda gara si è disputata domenica mattina. Nei primi giri sono riuscito a mantenere un buon ritmo e mi trovavo nel gruppo in lotta per la zona punti. Al quinto giro, nel tentativo di sorpasso alla Tamburello, sono finito nella ghiaia a circa 160 km/h. Sono riuscito a rimanere in piedi e a rientrare in pista proprio in uno dei punti più simbolici del circuito, legato alla storia di Ayrton Senna. Ho perso circa trenta secondi e da quel momento la gara è stata compromessa. Ho comunque continuato a spingere fino alla fine, riuscendo a risalire fino alla diciottesima posizione alla bandiera a scacchi.
Obiettivo Misano
Ora l’attenzione è già rivolta al prossimo appuntamento del campionato, in programma tra il 25 e il 26 luglio a Misano alla CIV Racing Night. È un circuito che si adatta meglio al mio stile di guida e sul quale mi trovo bene. L’obiettivo è quindi quello di centrare il primo risultato importante della stagione.











