Sapevo che Vallelunga sarebbe stata una tappa impegnativa. Era un circuito su cui non giravo dalla mia prima gara nella Yamaha R3 Cup e, questa volta, il programma prevedeva due gare nello stesso weekend. Tra la poca esperienza su questa pista e le condizioni meteo estreme nei giorni precedenti alla gara, trovare il ritmo non sarebbe stato semplice.
Un venerdì sul bagnato e un highside al Tornantino
Venerdì abbiamo deciso di rimanere ai box durante le prove libere, viste le condizioni della pista. Per la prima qualifica, invece, siamo dovuti scendere in pista subito dopo un acquazzone. L’asfalto nuovo, unito al precedente weekend di drift, offriva pochissimo grip e rendeva le condizioni davvero difficili.
Ho deciso di affrontare la sessione con molta cautela, cercando di ridurre gradualmente il margine di sicurezza man mano che prendevo confidenza con la pista. Ma al Tornantino sono stato protagonista di un highside che ha interrotto bruscamente la mia qualifica, come è successo poi anche a tanti altri piloti.
Per fortuna, a parte qualche contusione, non ho riportato conseguenze importanti, anche se l’airbag si è attivato. Devo ringraziare ancora una volta REV’IT! Tailortech per la protezione.

Il sabato più difficile della stagione
Sabato ho affrontato la seconda qualifica in condizioni decisamente migliori. Ho concluso all’ultimo posto, ma almeno sono riuscito a completare la sessione rimanendo sulle due ruote. Dopo la caduta del giorno precedente, restava da affrontare la prima delle due gare, su una pista che conoscevo poco e sulla quale dovevo ancora trovare i miei riferimenti.
La prima gara è stata durissima. Non sono riuscito a trovare il giusto feeling con la moto e la poca esperienza a Vallelunga non mi aiutava. Era inoltre la prima volta che affrontavo il circuito in condizioni di asciutto. A dirla tutta, però, l’asfalto non era ancora completamente asciutto. In alcune curve era rimasto umido e mancava il grip necessario per guidare al meglio.
Ho fatto fatica a trovare il ritmo. A un certo punto, mi sono ritrovato solo a contare i giri che mancavano alla fine. Per la prima volta, da quando corro, sono stato doppiato senza avere alcun problema tecnico. Una volta tagliato il traguardo, non avevo molta voglia di pensare a Gara 2.
L’ultimo appuntamento della stagione
Domenica sono tornato in pista per l’ultima gara della stagione. Anche questa volta le difficoltà non sono mancate e non sono riuscito a trovare il feeling che cercavo. Il distacco dai primi è stato decisamente più contenuto rispetto a sabato.
Non è stata una gara molto diversa dalla precedente, eppure quel distacco ridotto mi ha lasciato comunque meno insoddisfatto. Dopo un weekend così impegnativo, riuscire a concludere entrambe le gare e chiudere una stagione tanto difficile è stato importante. Ora posso guardare al prossimo anno e alle nuove avventure che mi aspettano.
Quello che conta davvero
Vallelunga non è stata la conclusione di stagione che avrei voluto. Tra la caduta in qualifica e le difficoltà incontrate nelle due gare, mi è mancata la fiducia necessaria per esprimermi al meglio. Porto comunque a casa un’esperienza da cui imparare e la consapevolezza che, in un percorso come questo, il risultato non è l’unica cosa che conta.
Nel paddock, tra un saluto veloce e un caffè preso con gli amici, ci sono persone davvero speciali. Persone che, con la loro presenza, finiscono per diventare un punto di riferimento. Persone che, nel corso della stagione e negli anni, ti dedicano tempo e attenzioni: una pacca sulla spalla, un consiglio tecnico, qualche parola di incoraggiamento o semplicemente il piacere di fermarsi a scambiare due battute. Un sorriso, un in bocca al lupo prima della gara, il piacere di ritrovarsi e sapere che seguono il tuo percorso, anche se corrono in team o campionati diversi.
Sono gesti semplici, che forse per chi li fa non significano molto, ma che per me hanno un valore speciale. Ripensando a tutti questi anni in cui le gare sono entrate a far parte della mia vita, sono grato di aver incontrato persone di grande spessore, disposte a condividere con me la propria esperienza, a dedicarmi un po’ del loro tempo e a farmi sentire il loro sostegno. Professionisti, piloti e famiglie che porto nel cuore e che considero amici. Sono proprio queste persone, insieme ai piccoli gesti che non dimentico, a rendere questo percorso speciale e a lasciare qualcosa che va oltre i risultati e le singole gare.
Infine, ci tengo a ringraziare tutti gli sponsor, i partner e i sostenitori che mi hanno affiancato e supportato in questa stagione. Grazie per la fiducia, l’aiuto e per tutto ciò che avete dato a questo percorso su due ruote. Il vostro sostegno è stato importante e lo apprezzo davvero.












